Il nuovo assetto orario introdotto dal D.M. del 19 febbraio 2026 dal MIM, per gli Istituti Tecnici, a fronte di risparmi risibili rispetto al bilancio del MIM, riduce il tempo scuola negli Istituti Tecnici, cancellando ore di Geografia, seconda lingua comunitaria e Italiano. Da quando abbiamo la riforma neoliberista dell’autonomia scolastica assistiamo ad un progressivo smantellamento della scuola pubblica statale, che però resta l’unico vero ascensore sociale e l’ultimo baluardo culturale di questo stato.
La Federazione Gilda Unams ha inviato una lettera formale al Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati, On. Federico Mollicone e al Presidente della 7a Commissione Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica, ricerca scientifica, spettacolo e sport del Senato della Repubblica, On. Roberto Marti, per richiedere il rinvio dell’attuazione della Riforma dei Tecnici e Professionali, al fine di apportare correzioni al provvedimento.
Una richiesta dettata dal forte malcontento che ha generato nelle scuole tale riforma, per la confusione e la fretta con la quale è stata proposta e attuata.
Nello specifico, si sottolinea il timore che tale riforma possa inficiare la qualità dell’istruzione Tecnica e Professionale con ricadute sullo sviluppo del Paese. Tra le criticità la FGU segnala, ad esempio, l’aver emanato il provvedimento con i quadri orario e le discipline dopo la conclusione delle iscrizioni alle classi prima della secondaria di secondo grado, non permettendo agli studenti di scegliere con consapevolezza i nuovi percorsi.
Inoltre, il taglio di alcune ore a materie fondamentali, come la geografia e l’italiano, porterà ad un impoverimento dell’offerta formativa oltre ad un indebolimento delle competenze di base, di comprensione del testo e di capacità critica: proprio ciò che più è utile alle nuove generazioni per gestire i cambiamenti che dovranno affrontare nel corso della vita lavorativa.
Non solo: con la decurtazione delle ore di didattica, si assisterà ad una grave contrazione delle cattedre, creando esuberi, penalizzando i docenti specializzati e ancora peggio, si aggraverà il neo del precariato.
“Attuare una riforma senza alcun confronto significa ancora una volta continuare a smantellare la scuola pubblica statale, ci aspettiamo una risposta da parte del governo per ridefinirne i passaggi” ha dichiarato il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams Vito Carlo Castellana.
